Sandro Botticelli ”spiritoso”

Nella sua grande opera “Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti” il Vasari, oltre a narrare nel dettaglio la formazione e le opere dei maggiori artisti, racconta brevi aneddoti di vita quotidiana davvero gustosi.

vite
Copertina delle Vite (edizione del 1568)

Sandro Botticelli, riferisce il Vasari, era un tipo facile allo scherzo.
Un giorno, venne a vivere accanto a casa sua un tessitore.
Il tessitore aveva allestito ben otto telai e, quando questi lavoravano a pieno regime, producevano un gran fracasso, facendo persino tremare i muri della casa di Botticelli.
Il pittore, infastidito, si recò dal vicino, facendogli presente che, con tutto quel rumore, lui non riusciva più né a lavorare né a starsene in santa pace a casa sua.
Il tessitore, malgrado le ripetute proteste di Sandro, imperterrito continuò a far andare i suoi telai al solito ritmo, incurante di provocare disagio e malessere nel suo prossimo.

Anzi, in occasione di un battibecco con il Botticelli, lo allontano’ sostenendo che in casa sua voleva e poteva far ciò che più gli piaceva.

Botticelli, furibondo, se ne andò.

Lungi però dal volerla dar vinta ad un campione di arroganza e prepotenza, mise in atto quello che, senz’ombra di dubbio, si può definire un colpo di genio.
Il muro della casa di Botticelli, infatti, era molto più alto di quello della casa del tessitore e l’astuto Sandro pose proprio lì sopra, in bilico, un pesantissimo e gigante masso, che, ad ogni vibrazione del muro, prendeva ad oscillare dando l’impressione di dover precipitare da un momento all’altro, abbattendosi sul tetto e sui telai del vicino.
Il tessitore, spaventatissimo, corse subito da Botticelli, pregandolo di porre rimedio a quella pericolosa situazione e spiegando che no, lui non poteva vivere così, con la minaccia incombente di un macigno che traballava sulla sua testa e col rischio di finire morto schiacciato.
E Botticelli, beffardo, replicò: in casa mia voglio e posso far ciò che più mi piace.

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