Maria Carolina d’Asburgo-Lorena

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Maria Carolina d’Asburgo-Lorena (Vienna, 13 agosto 1752 – Vienna, 8 settembre 1814) nata arciduchessa d’Austria, fu regina consorte di Napoli e Sicilia come moglie di Ferdinando IV di Napoli e III di Sicilia.

Maria Carolina crebbe alla corte austriaca di Schonbrunn sotto la guida di Maria Teresa d’Austria, sua madre.

Di tre anni più grande di Maria Antonietta, Carolina ebbe modo di stringere un fortissimo legame con la sorella minore, di cui si preoccuperà sempre. Le due ragazzine condividevano la stessa governante, la contessa Lerchenfeld, erano compagne di giochi e si confidavano l’una l’altra. Erano sempre insieme a spettegolare e a ridere, prendevano in giro i parenti, i domestici e le dame di compagnia. In sua compagnia Antonietta sapeva essere allegra e chiassosa e riusciva a sottrarsi alla sua timidezza.
Le due sorelle erano affezionate l’una all’altra: Antonietta risvegliava gli istinti protettivi della sorella maggiore e Carolina offriva alla sorella minore un modello liberatorio di comportamento che si scostava molto dal rigido ideale materno.

A differenza di Antonietta, però, Carolina era molto simile a sua madre e non trascurava lo studio: conosceva il tedesco e il francese. Era meno remissiva, aveva un carattere indipendente e molta fiducia in se stessa.

Maria Teresa non andava affatto d’accordo con Carolina. “Con mio stupore” scrisse alla figlia quando questa partì per il viaggio nuziale a Napoli “ho notato che dici le tue preghiere senza la dovuta pietà. I rimproveri per te non significano nulla e portano solo a parole dure e cattivi umori“. Agli occhi della madre Carolina era sventata, irritabile e sgarbata; era senza peli sulla lingua e tutt’altro che incline a rendersi simpatica.

Per suggellare un’alleanza con i Borbone di Spagna, nel 1768 venne data in sposa al re Ferdinando IV di Napoli, figlio di Carlo III di Spagna. Dall’unione nacquero diciotto figli e, dopo la nascita del primo erede maschio nel 1775, in base ai termini del contratto nuziale, Maria Carolina ebbe accesso al consiglio privato della corona.

Intelligente e volitiva, riuscì a imporsi come figura di comando e de facto governò il regno di Napoli. Maria Carolina promosse Napoli come centro culturale, patrocinando artisti, tra cui i pittori Jakob Philipp Hackert e Angelika Kauffmann, e accademici come Gaetano Filangieri, Domenico Cirillo e Giuseppe Maria Galanti, non restando indifferente al vivace dibattito illuminista.

La regina promosse numerose riforme, tra cui la revoca del divieto di associazione massonica e l’ampliamento della marina militare, affidata al suo favorito John Acton, e riuscì a sganciare Napoli dall’influenza del regno spagnolo.

Durante la Rivoluzione francese, Maria Carolina abbandonò la sua posizione di sostenitrice del dispotismo illuminato e si schierò invece tra i più strenui conservatori dopo l’esecuzione della regina di Francia Maria Antonietta, la prediletta tra le sue sorelle. Scandalizzata dal trattamento riservato alla sorella, la regina di Napoli sviluppò un forte sentimento antifrancese e si alleò con la Gran Bretagna e l’Austria contro la Francia durante le guerre rivoluzionarie francesi e napoleoniche.

Fuggì in Sicilia insieme al marito dopo l’invasione francese della parte continentale del regno, dove fu proclamata la Repubblica Partenopea nel gennaio del 1799. Sei mesi dopo, tornata sul trono, Maria Carolina fu tra i principali sostenitori delle sentenze di morte emesse contro i rivoluzionari, tra cui un gran numero di quegli intellettuali un tempo da lei sostenuti. Fu deposta nuovamente dalle forze napoleoniche nel 1806 e trascorse i suoi ultimi anni in esilio a Vienna, dove morì nel 1814, poco prima di poter assistere alla restaurazione dei Borbone sul trono delle Due Sicilie.

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